Blog

Dove la scienza del suolo si fonde con la creatività e il mio Diario svelato

Le parole di chi ha scoperto la passione e la dedizione in ogni progetto raccontano la nostra missione.

C’è una parola che la nostra civiltà ha smarrito, e con essa abbiamo smarrito qualcosa di più grande: humus.

DIARIO_ljc – Voci sincere da chi condivide la mia passione per la Terra, l’Uomo e la sua Storia

Qui racconto come le mie idee abbiano ispirato e trasformato me e chi ama l’agrologia e, anche, l’arte in ogni sua forma.

Il ‘Corpo’ come specchio del carico

Dal diario di un 75enne che mi può insegnare molto e rendermi responsabile. 

Sintesi 01: Il diario racconta lo sfogo psico-fisico di un uomo di 75 anni, che ha visto crollare la propria salute a causa di un forte sovraccarico emotivo e mentale. Basandosi sull’antropologia medica, l’autore interpreta i suoi acuti problemi fisici nella zona pelvica ed addominale (ernia, prostatite, calcolo e diverticolite) come lo specchio del troppo peso e delle responsabilità che si è caricato addosso per gli altri. Per guarire, ha deciso di rimettere se stesso al centro, adottando cambiamenti pratici e posturali per alleggerire sia il corpo sia la mente.

il diarioljc

Il ‘Corpo’ continua a parlare

Dal diario di un 75enne che mi può insegnare molto e rendermi responsabile.  Parte 2 – 03 ottobre

Sintesi 02: A settantacinque anni, dopo la grave crisi cardiaca del 2023, mi trovo ad affrontare un nuovo e complesso percorso terapeutico. Il corpo, ancora una volta, mi impone di fermarmi e di ascoltare, mentre gli accertamenti aprono domande alle quali oggi non posso ancora dare risposta. La paura e l’ansia accelerano il percorso, ma la mia razionalità mi chiede di non anticipare ciò che ancora non conosco. Aspettare, ascoltare e affrontare un passo alla volta: senza aspettative, ma senza demordere.

Il dolore, le sue forme e la ricerca di un senso

Dal diario di un 75enne che mi può insegnare molto e rendermi responsabile.  Parte 3 – 05 ottobre

Sintesi 03: In questo terzo diario, la riflessione iniziata con il rapporto tra corpo e carico e proseguita con l’ascolto dei segnali del corpo si allarga al dolore nelle sue diverse forme: fisico, morale, psicologico e spirituale. L’immobilità, i dolori, le relazioni e le aspettative deluse diventano l’occasione per interrogarmi sul significato della sofferenza, sulla paura, sull’ansia e sul rapporto tra ciò che desideriamo e ciò che realmente accade. Non cerco risposte definitive, ma un modo per comprendere ciò che sto vivendo, alleggerire la tensione interiore e condividere con chi mi legge un percorso di riflessione che riguarda, in fondo, tutti noi.

Malattia e solitudine: imparare a non abbandonare se stessi

Dal diario di un 75enne che mi può insegnare molto e rendermi responsabile.  Parte 4 – 05 ottobre

Venezia, 6 ottobre 2026 – Diario 04

Sintesi 04 – A settantacinque anni, mentre affronto una fase complessa della mia vita, tra problemi di salute, dolore fisico e incertezza, mi trovo a riflettere su un’altra dimensione della sofferenza: la solitudine. Non quella scelta, che può diventare uno spazio di riflessione, ma quella che si fa sentire soprattutto nei fine settimana e al tramonto, quando il silenzio lascia emergere pensieri ed emozioni che durante il giorno riusciamo a tenere a distanza. La malattia può mettere in discussione la nostra autonomia e l’immagine che abbiamo di noi stessi, ma non esaurisce ciò che siamo. Attraverso l’umiltà e la perseveranza, cerco di comprendere come affrontare ciò che non posso controllare, senza rinunciare alla curiosità, alle relazioni e alla possibilità di dare ancora significato alla vita.

Non sono solo: la gratitudine e la responsabilità di non mollare

Dal diario di un 75enne che mi può insegnare molto e rendermi responsabile.  Parte 5 – 05 ottobre

Venezia, 9 ottobre 2026 – Diario_05

Sintesi 05 — Non sto ancora bene, ma sto meglio di ieri e spero che domani vada meglio ancora. Dopo i giorni del dolore, dell’incertezza e della solitudine, oggi mi accorgo che intorno a me ci sono tante persone che si fanno presenti, ciascuna a modo proprio: con una telefonata, un messaggio, un ricordo, una parola. Sento il bisogno di ringraziarle, ma anche di chiedermi che cosa comporti questa vicinanza. Non sono un narcisista che vuole raccontare se stesso: scrivere il diario è un modo per mettere ordine nei pensieri e conservare la memoria di ciò che vivo. Ho superato uno scoglio della mia tempesta perfetta e ora intravedo una rotta. Mi aspettano altri passaggi, ma voglio affrontarli con umiltà e perseveranza, senza mollare. Resta, tuttavia, una domanda che non posso ignorare: 

“che cosa significa oggi prendersi cura di una persona, e quale responsabilità abbiamo quando la salute pubblica sembra non riuscire più a rispondere ai bisogni di tutti?”

Guardare il buio per non cadere

Diario 06 —Venezia, 11 ottobre 2026

Sintesi 06 — Dopo aver pubblicato i primi cinque diari, mi sono interrogato sulle reazioni di amici e conoscenti. Mi sembra che parlare di dolore, paura, ansia e solitudine sia meno facile che raccontare la gioia e il benessere. Ma la vita non può essere divisa semplicemente in argomenti positivi, dei quali parlare volentieri, e negativi, da evitare. Ripenso allora a quando, camminando in montagna, osservavo i burroni per riconoscerne i margini e non correre il rischio di cadere. Mio padre mi aveva insegnato che conoscere i rischi aiuta a evitare i pericoli. Forse anche il pensiero serve a questo: non a eliminare ogni incertezza, ma a imparare a guardarla. E mentre penso, mi accorgo che le paure si allontanano e che torna il desiderio di cercare, leggere, scrivere e innamorarmi della vita. Una passeggiata mattutina, gli angoli nascosti di Venezia e le meraviglie delle piante mi ricordano che il mondo è ancora lì, pronto a farsi scoprire.

__________________________________________________________________________________

Il margine – perché un papavero è rosso in un campo di frumento verde

La TESTIMONIANZA di ELIZA BIAGIOTTI

Credibilità autentica, ispirata dalla passione

Qui condividiamo riconoscimenti e traguardi che testimoniano l’impegno verso l’agrologia e la creatività

Premio per l’eccellenza nella divulgazione agrologica

Un riconoscimento conferito per la capacità di comunicare la scienza della terra con passione e chiarezza

Certificato di partecipazione a festival artistici

Dimostra l’impegno nel coniugare scienza e arte attraverso eventi culturali importanti

Riconoscimento per l’impegno nella salvaguardia ambientale

Premia l’azione concreta nella tutela del territorio e nella promozione della sostenibilità

Attestato di merito per le opere creative

Conferma il valore artistico delle creazioni che celebrano la bellezza della Terra